Drone Soccer: lo Sport che viene dal Futuro

drone soccer il calcio con i droni

Il calcio con droni o meglio il Drone Soccer è lo sport aereo internazionale più recente riconosciuto dalla Féderátion Aéronautique Internationale, l’organizzazione che governa tutti i record aerei e gli sport d’aria a livello mondiale, e va ad aggiungersi all’unico altro sport competitivo praticato con i droni ovvero la corsa.

A differenza delle gare di racing, dove a vincere è il pilota più abile o che ha personalizzato meglio il proprio quadricottero, il drone soccer è un vero gioco di squadra in cui ogni giocatore ha un ruolo preciso da svolgere. Le partite sono piuttosto brevi, tre set da 3 minuti l’uno e i droni utilizzati sono uguali per tutti. A fare la differenza oltre all’abilità di volo è la strategia di gioco che si sviluppa durante la partita.

COME NASCE IL DRONE SOCCER

L’idea di creare un gioco dove dei droni, inseriti in gabbie protettive, potessero scontrarsi ripetutamente l’uno con l’altro con lo scopo di fare goal infilandosi in una ciambella luminosa l’ha avuta nel 2016 un ex soldato e vigile del fuoco sudcoreano Lee Bum Su.

Il primo problema da risolvere era proteggere i droni per questo Lee si rivolge al CAMTIC, l’istituto tecnologico della sua città, che sviluppa un guscio protettivo a forma di palla, in fibra di carbonio e plastica, abbastanza leggero per volare e abbastanza solido per resistere ai continui urti.

Nella primissima versione era presente sul campo da gioco anche un guscio vuoto che fungeva da palla. I giocatori dovevano colpire questa palla per spingerla nella porta della squadra avversaria. La sfera però era troppo lenta rispetto ai droni motorizzati e rallentava molto le azioni di gioco trasformando il tutto in uno spettacolo piuttosto noioso da vedere per il pubblico. Per questo motivo la palla in più è stata esclusa e il gioco è diventato quello che è oggi.

La prima partita di drone soccer è stata giocata a Jeonju il 4 novembre 2017.

Guardare una partita dal di fuori, vedere queste palle volanti che roteano e si inseguono in un campo di gioco con lo scopo di segnare punti attraversando dei canestri sospesi ha ricordato a molti il Quidditch di Harry Potter.

Ma come si svolge una partita di drone soccer?

LE REGOLE DI GIOCO

Il Drone Soccer sta crescendo rapidamente in diversi paesi del mondo e come già accennato è il secondo Sport praticato con i droni ad essere stato riconosciuto dal FAI che lo ha ufficialmente regolamentato nel 2018. 

A differenza delle corse che hanno bisogno di ampi spazi per gareggiare, una partita di drone soccer si gioca in un’area molto più piccola. Il campo di gioco infatti può essere tranquillamente allestito dentro ad una qualsiasi palestra scolastica.

Il gioco coinvolge due squadre composte da un minimo 2 ad un massimo di 5 giocatori per squadra. L’obiettivo è semplice: segnare punti mandando il drone attraverso la porta della squadra avversaria, una sorta di canestro appeso a tre metri di altezza.

Una partita dura 3 set da 3 minuti l’uno e in caso di pareggio, come nelle partite di calcio, si va ai supplementari e ai calci di rigore.

Come nel calcio dove si giocano diverse serie, pensate al nostro campionato di serie A e serie B, il drone soccer ha due categorie ufficiali stabilite dalle dimensioni delle palle usate: si parte da un diametro di 20 centimetri e si arriva, nella categoria superiore, a sfere di gioco di 40 cm.

La porta invece, in base alla categoria, ha un diametro interno che va dai 60 agli 80 cm e uno esterno che va dai 100 ai 120 cm.

Indipendentemente dal numero di giocatori in squadra solo un drone, denominato Striker e appositamente contrassegnato da una bandierina, è designato all’attacco ed è l’unico che può segnare punti volando attraverso la porta avversaria. Tutti gli altri giocatori lavorano in difesa per bloccare lo Striker e i droni avversari.

Vincere una partita richiede un gran lavoro di squadra: oltre alla bravura nel pilotare è necessaria anche un eccellente capacità tecnica di manutenzione dei droni e soprattutto un’ottima organizzazione e gestione del gioco di squadra: dove schieri il tuo miglior giocatore? In attacco, per segnare più reti, o nell’ultima linea di difesa?

Tra un set e l’altro, nei 5 minuti di intervallo, vengono effettuate le riparazioni dei droni danneggiati durante il gioco e si pianificano le strategie di attacco e difesa. Le operazioni sono talmente concitate da ricordare i pit-stop che si osservano durante le gare di Formula 1.

Dopo ogni goal segnato tutti i giocatori devono tornare alla loro base dietro la linea di metà campo prima di ricominciare con una nuova azione.

Se un drone precipita e si capovolge dopo uno scontro è consentita la cosiddetta “modalità tartaruga” che permette di raddrizzare il drone tramite una rapida manovra di rollio. Se la manovra non dovesse funzionare prima di dichiararsi fuori, appoggiando il telecomando a terra e incrociando le braccia, si può chiedere l’aiuto di un proprio compagno che andrà a colpire il drone rimasto a terra nel tentativo di capovolgerlo.

Come nel calcio, anche nel Drone Soccer, l’arbitro può sanzionare i comportamenti scorretti di giocatori o allenatori con cartellini gialli e rossi.

MA COME SI STA DIFFONDENDO IL DRONE SOCCER NEL MONDO?

DRONE SOCCER IN USA

Negli Stati Uniti il Drone Soccer è principalmente un programma educativo che intende offrire agli studenti, dal sesto grado in su dell’ordinamento scolastico americano, una primissima esperienza nel mondo dell’aeronautica e della robotica. Ad occuparsi della diffusione di questo e-sport nelle scuole è un ex pilota dell’Air Force, veterano nelle guerre in Iraq e Afghanistan, e oggi vice presidente di US Drone Soccer: il Maggiore Kyle Sanders.

Il drone soccer è perfetto per l’insegnamento, spiega Sanders, perché prende la robotica e la sposta in una dimensione completamente nuova. È il primo programma di droni basato sul lavoro di squadra e può essere un trampolino di lancio per avvicinare gli studenti verso materie scientifiche e tecnologiche. L’obiettivo principale è mostrare ai ragazzi percorsi lavorativi futuri nel campo aerospaziale. Il programma li introduce a tutte quelle opportunità di carriera, oggi in rapida crescita, che potrebbero perseguire: dalla modellazione 3D alla programmazione di computer, dalla robotica all’aviazione. Durante il gioco gli studenti apprendono come costruire e programmare i droni, imparano a pilotare e fanno le prime riparazioni e in questo modo, divertendosi, plasmano la loro Forma Mentis e diventano degli ingegneri per la vita.

Il “pallone” ufficiale scelto per il campionato americano è il nuovo Drone Saker DS200 “Bantam” un drone abbastanza economico, facilmente riparabile e con un software Open Source che consente agli studenti di assemblarlo e riprogrammarlo velocemente.

Una parte fondamentale del calcio con i droni è la sua accessibilità. Il gioco si rivolge agli studenti, dai 12 anni in su, di qualsiasi capacità atletica, comprese le persone con disabilità. Inoltre viene utilizzata una combinazione di finanziamenti federali e statali per garantire che questo programma sportivo sia disponibile davvero per tutti.

La US Drone Soccer, ha annunciato giusto qualche settimana fa il lancio del primo campionato nazionale con gare in Colorado, Ohio e New York che si svolgeranno a partire dalla prossima primavera, mentre sono previste gare dimostrative nei prossimi World Games che si terranno in Alabama nel luglio 2022.

DRONE SOCCER IN CANADA

Nel corso del 2021, la US Drone Soccer ha introdotto il calcio con i droni a nord del confine americano. In collaborazione con Project Safe Canada, un’organizzazione senza scopo di lucro che offre programmi di formazione/lavoro alle comunità indigene, ha istituito la Federation of Drone Soccer Canada.

Attraverso il Drone Soccer, ha spiegato Mark Palka, amministratore delegato di Project Safe Canada, proponiamo uno sport competitivo, ma soprattutto un prodotto educativo alle comunità indigene e Métis che altrimenti sarebbero escluse dall’apprendimento di materie STEM. Offrire a questi ragazzi e ragazze, dai 10 anni in su, un gioco incentrato sulla costruzione, la programmazione, la pianificazione del volo, la manutenzione e il funzionamento di un drone, supporta l’apprendimento con il naturale risultato di fornire loro dei percorsi formativi per una carriera tecnica.

Gli indigeni canadesi sono quelle popolazioni che vivevano dentro i confini dell’attuale Canada prima della colonizzazione europea ed i loro discendenti. Vengono distinti in tre grandi gruppi: le Prime Nazioni, gli Inuit e i Métis che, come suggerisce il nome, hanno una discendenza mista tra europei e indigeni.

Oggi rappresentano solo il 5% della popolazione e sono indietro rispetto al resto dei canadesi in ogni importante indicatore di benessere economico e sociale, oltre che di sviluppo umano.

DRONE SOCCER IN AFRICA

Il calcio con i droni è recentemente approdato anche in Nigeria nell’ambito di un programma per promuovere l’istruzione STEM voluta dal governo degli Stati Uniti.

Il progetto, partito lo scorso anno, ha lo scopo di fornire a 500 studenti delle comunità più svantaggiate un’opportunità di apprendimento delle materie scientifico-tecnologiche di livello superiore. Un obiettivo chiave del programma è stato coinvolgere 50 insegnanti in seminari che miravano a migliorare il loro approccio e la capacità all’insegnamento delle materie STEM.

Lo scorso sabato 5 febbraio 2022, il Consolato Generale degli Stati Uniti, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dello Stato di Lagos e la Global Air Drone Academy ha ospitato la prima competizione africana di calcio con droni a Lagos.

Tra le 71 squadre delle scuole superiori del distretto educativo di Lagos ad aver presentato domanda di partecipazione, ne sono state selezionate 8, tutte composte da ragazze, per competere al torneo. Le prime tre classificate hanno vinto un corso STEM del valore di 1.500 dollari l’uno.

DRONE SOCCER IN EUROPA

La prima dimostrazione di Drone Soccer in Europa è avvenuta durante l’Amsterdam Drone Week nel 2019. L’evento è stato fortemente voluto da Patrick Coumans di Drone Racing Federation dopo averne intuito l’enorme potenzialità come strumento STEM.

Oggi, la DRF vende set completi di palla e radiocomando per giocare a calcio con i droni e fornisce assistenza alle scuole che desiderano creare le proprie squadre.

Anche in Francia il calcio con i droni sbarca nel 2019 grazie alla lungimiranza di Pascal Roignau e Olivier Perez. Il primo organizzatore di eventi e appassionato di nuove tecnologie, il secondo presidente di una squadra di pallacanestro e appassionato di sport e tecnologie. Dall’unione delle loro passioni ed esperienze lavorative è nata un’agenzia specializzata in innovazione, cultura dell’intrattenimento, sport e nuove tecnologie: la FAIREPLAY. Nel 2018 la Faireplay e la Fédération Française d’Aéromodélisme ricevono un invito dalla Corea del Sud per la presentazione di una nuova disciplina tecno-sportiva ispirata al Quidditch di Harry Potter.

Il primo torneo di calcio con droni in Francia viene giocato a Rennes nel maggio 2019, durante la fiera Tech and Play.

Nei mesi successivi dimostrazioni ed iniziative vengono organizzate un po’ ovunque e tutti vengono invitati a provare il gioco: uomini, donne, ragazzi o anziani o persone con disabilità, il drone soccer ha il vantaggio di essere veramente accessibile a tutti. Tutto ciò che serve è un controller, tanta concentrazione e un forte spirito di squadra.

Nell’estate 2021 viene organizzato il Drone Soccer Summer Tour un grande torneo itinerante che fa tappa in diverse città lungo la costa. Due mesi, da metà giugno ad agosto, di eventi dimostrativi e partite giocate in arene allestite in spiaggia, per far conoscere il calcio con i droni al maggior numero di persone possibile.  Nell’estate 2022 si replica con la seconda edizione.

DRONE SOCCER IN GIAPPONE

Nel marzo 2017, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha presentato la visione del Giappone per il futuro: “Society 5.0” un progetto per una società super-intelligente in cui le tecnologie informatiche avanzate, l’Internet of Things, i robot, l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata verranno utilizzati attivamente nella vita quotidiana, nell’industria, nella sanità e in altre sfere di attività.

L’obiettivo di Society 5.0 è quello di creare una società incentrata sull’uomo che riesca a realizzare sia lo sviluppo economico, sia a superare le sfide sociali croniche come l’invecchiamento della popolazione, lo spopolamento e i vincoli legati all’energia e all’ambiente.

La Società 5.0 è gradualmente diventato il fulcro della strategia di crescita del Gabinetto giapponese e le politiche in materia di scienza, tecnologia e innovazione sono diventate un’agenda politica tradizionale. E il sistema educativo del paese, con il compito di preparare gli studenti a questo futuro, si è mosso di conseguenza.

In Giappone i droni sono considerati una tecnologia che supporta la Società 5.0 È in questo contesto che la Japan Drone Soccer Federation è stata fondata nel febbraio 2019 come prima organizzazione di promozione del gioco nel Paese. Il programma dichiarato della Federazione è di espandere sia lo sviluppo e la conoscenza dei droni attraverso la diffusione del Drone Soccer sia l’educazione alla programmazione.

L’attività di promozione è stata intensa con l’organizzazione di eventi dimostrativi in centri commerciali in ogni parte del Giappone. Eventi nei quali chiunque poteva mettersi in gioco.

Sempre nel 2019 si è giocato il primo torneo nazionale di Drone Soccer al Takahagi Youfield, evento che ha visto la partecipazione di ben 16 squadre.

Il 24 luglio 2020, data in cui il Giappone festeggiava la Giornata dello Sport è stata inaugurata a Beppu, nella prefettura di Oita, la ADE Drone Soccer Arena, il primo campo da gioco regolamentare del paese.

Ora, in vista del Campionato del Mondo in programma per il 2025, l’impegno della Federazione sarà quello di scoprire nuovi atleti e migliorare l’ambiente di competizione.

DRONE SOCCER IN COREA DEL SUD

E torniamo al punto di partenza, il vero ombelico del mondo del Drone Soccer.

Il gioco è nato a Jeonju, una città rurale a circa 240 chilometri a sud di Seoul, nota per l’architettura e la cucina tradizionale: l’UNESCO l’ha infatti dichiarata Città della Gastronomia. A Jeonju ha sede il CAMTIC Advanced Mechatronics Technologies Institute, il centro di ricerca tecnologica che ha sviluppato e brevettato nel 2017 Skykick il guscio protettivo in carbonio a forma di palla.

L’anno seguente nasce FIDA la prima associazione per lo sviluppo del drone soccer voluta dal sindaco di Jeonju Kim Seung-su e dal presidente del CAMTIC Yang Gyun-eui.

Il primo torneo internazionale di Drone Soccer “Robo Universe Drone Soccer Competition 2018” si è giocato il 30 giugno nella città di Goyang e ha visto la partecipazione di oltre 300 giocatori provenienti da ventidue squadre.

L’anno successivo, al secondo torneo disputato nel luglio 2019, partecipano ben 83 squadre e 670 giocatori.

Da lì è stato un crescendo inarrestabile.

I governi locali e le forze armate iniziano a supportare su vasta scala il drone soccer e in soli due anni il numero di squadre attive che si sfidano regolarmente nei tornei nazionali ha ormai superato le 300 unità.

Nel frattempo, come abbiamo visto, le Associazioni nel mondo iniziano a formarsi una dopo l’altra: in Giappone, in Asia, in Europa, negli Stati Uniti e in Africa.

E a Jeonju si comincia a pensare in grande: il municipio vuole organizzare la prima Coppa del Mondo e lo scorso anno ha dato il via alla costruzione di un grande Centro Internazionale dove verranno ospitate le gare del primo Campionato del Mondo di Drone Soccer previsto nel 2025.

La tecnologia dei droni è in continua evoluzione e si sta diffondendo rapidamente in svariati ambiti applicativi. Se pensiamo ad esempio alle consegne commerciali o alle forniture mediche a temperatura controllata è facile intuire che nel giro di pochi anni avranno un impatto sempre più incisivo sulle nostre vite. In futuro l’industria dei droni si evolverà in modi che ancora neanche riusciamo ad immaginare e richiederà un numero sempre maggiore di ingegneri, programmatori e piloti qualificati.

Il Drone Soccer rende i droni e la robotica accessibili agli studenti, li stimola ad affinare le loro abilità di pilota, insegna a costruire, programmare e riparare un drone. È un gioco di squadra e come tale li educa a lavorare in team.

Il Drone Soccer vince. Su tutti i fronti.

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