DRONE FPV: droni freestyle e droni da corsa

La sigla FPV, acronimo di First Person View ovvero “Visuale in Prima Persona” è un modo di interagire con un drone in grado di regalare un’esperienza unica ad un livello di immersione che non ha eguali.
In sostanza, grazie ad uno speciale visore, la vostra coscienza visiva viene trasferita nel corpo di una macchina volante molto veloce, agile e precisa comandata da voi stessi, concedendovi una visione del mondo che solo volando in questo modo è possibile sperimentare.
Si può godere di questa esperienza ai massimi livelli principalmente in due modi e mondi diversi: il volo freestyle e le corse con i droni.
Il volo freestyle è totalmente incentrato sull’interazione tra il drone e l’ambiente circostante: entrare in velocità in uno spazio a cui il vostro drone si adatta a malapena, schivare rami mentre il drone danza nel parco cittadino vicino a casa, esplorare luoghi altrimenti inaccessibili o semplicemente eseguire incredibili acrobazie nel giardino di casa vostra. Una forma di espressione di volo insomma dedicata principalmente all’acrobazia e all’esplorazione dell’ambiente circostante che non a caso è stata soprannominata “The Aerial Ballet”. Ai massimi livelli, durante le gare, ciò che viene maggiormente preso in considerazione per il punteggio finale è l’effettiva vista del drone, la sua First Person View, per cui oltre ad eseguire evoluzioni spettacolari nel cielo, deve saper produrre filmati video il più artisticamente validi possibile.

Impratichirsi mediante questo tipo di volo, spingendo ai limiti il vostro drone FPV, è fondamentale nella preparazione di quello che sarà il possibile passo successivo: l’avvicinamento al mondo delle corse con i droni.
Le corse con i droni consistono nel volare in solitario o in contemporanea con altri piloti attraverso una serie di ostacoli posti a creare un percorso preciso con l’obiettivo di tagliare il traguardo per primi o di ottenere il miglior tempo possibile. Se detto in questo modo vi sembra semplice sappiate che ogni pista viene studiata per mettere alla prova qualità, velocità e resistenza del drone ma anche e soprattutto per testare le capacità del pilota di manovrare il proprio mezzo attraverso ogni tipo di ostacolo eseguendo manovre molto complesse.

Il drone FPV progettato per le corse ed il freestyle è molto diverso da quelli che siamo abituati a conoscere: è molto più piccolo nelle dimensioni e con un design aerodinamico che mira ad ottenere velocità, accelerazione e manovrabilità. A differenza di un drone classico un drone da corsa si presenta con un peso di molto inferiore ed una struttura che appare alla vista molto più scarna. Le eliche, che siamo abituati a vedere a due pale ne presentano tre o quattro ed hanno un diametro decisamente più corto del normale per aumentare accelerazione e manovrabilità. I rotori hanno momenti di coppia molto alti allo scopo di raggiungere grandi velocità in tempi molto brevi. Per dare un’idea vi basti sapere che questi piccoli droni possono raggiungere velocità di punta superiori ai 160 Km/h, di conseguenza, per essere guidati al meglio è necessario che il pilota disponga di riflessi molto rapidi, di una mano ferma e di una notevole velocità di pensiero.

collage di vari tipi di droni FPV


Le principali organizzazioni di corse con i droni

Qui di seguito vediamo una lista delle principali organizzazioni sparse per il mondo con un occhio in particolare ai creatori di eventi che coinvolgono anche il nostro paese o i nostri piloti.

MultiGP fondata da Chris Thomas nel 2015 è il campionato più accessibile in assoluto con un’organizzazione diffusa a livello mondiale, conta oltre 30.000 membri e 760 Capitoli MultiGP attivi. Ad oggi ha gestito più di 10.000 eventi in tutto il pianeta.

Drone Racing League meglio nota come DRL è un programma televisivo nel quale i piloti competono in diverse gare appartenenti ad un unico campionato. Le gare vengono interamente filmate e montate in episodi della durata di un’ora circa visibili in oltre 75 paesi in tutto il mondo.

Fédération Aéronautique Internationale meglio nota come FAI o World Sports Air Federation, organizza annualmente la FAI Drone Racing World Cup, un evento che nel 2019 ha visto un totale di 23 competizioni sparse in tutto il mondo che hanno coinvolto centinaia di piloti. Sempre nel 2019 ha lanciato una nuova interessate disciplina dal nome Drone Soccer (Calcio con i Droni).

DR1 Champions Series sponsorizzata nientemeno che da DHL, lo specialista internazionale di logistica, si distingue per la particolarità dei luoghi che ospitano i circuiti delle varie tappe: il castello della Mothe-Chandeniers in Francia, la montagna di Krvavec in Slovenia o le Tulove Grede, un insieme di bianchissime guglie calcaree in Croazia.

Come scegliere un drone da corsa o un drone per il freestyle

Ci sono diversi setup per quanto riguarda i droni da corsa o da freestyle ed è importante conoscere questa differenza dal primo approccio, per sapere esattamente che cosa state osservando e a cosa si riferiscono le sigle che trovate sui vari modelli:

RTF: acronimo di “Ready to Fly”, come intuibile, indica che questo tipo di drone è pronto a volare non appena tolto dall’imballo, semplicemente caricando le batterie e connettendolo al radiocomando incluso nella confezione.

BNF: acronimo di “Bind-n-Fly”. È necessario avere un proprio trasmettitore o acquistarne uno che faccia coppia con questo modello. Vanno quindi controllati i dettagli del drone BNF che si sta acquistando per garantirne la compatibilità.

PNP: acronimo di “Plug-n-Fly”. Questo modello richiede che gli venga assemblato sopra il vostro ricevitore personale adeguato al trasmettitore in vostro possesso. È dunque necessario possedere una stazione saldante e le competenze per usarla.

KITS: un insieme di componenti combinati precedentemente per essere compatibili fra loro. Di norma includono sempre telaio, rotori, controller e trasmettitore, più altri componenti che possono variare in base ai diversi kit.

DIY: acronimo di Do It Yourself è il punto di arrivo di ogni appassionato. Ogni componente viene scelto e acquistato singolarmente a seconda del proprio gusto o delle proprie caratteristiche di guida per essere poi assemblato manualmente.

PNP: acronimo di “Plug-n-Fly”. Questo modello richiede che gli venga assemblato sopra il vostro ricevitore personale adeguato al trasmettitore in vostro possesso. È dunque necessario possedere una stazione saldante e le competenze per usarla.

KITS: un insieme di componenti combinati precedentemente per essere compatibili fra loro. Di norma includono sempre telaio, rotori, controller e trasmettitore, più altri componenti che possono variare in base ai diversi kit.

DIY: acronimo di Do It Yourself è il punto di arrivo di ogni appassionato. Ogni componente viene scelto e acquistato singolarmente a seconda del proprio gusto o delle proprie caratteristiche di guida per essere poi assemblato manualmente.

Detto questo la domanda che sorge spontanea è sempre la stessa: quale drone dovrei scegliere per avvicinarmi alle corse o al freestyle?

Chiariamo immediatamente: è terribilmente difficile se non impossibile rispondere a questa domanda in maniera diretta poiché le strade che si possono percorrere per arrivare ad una scelta corretta sono molteplici e tanti gli aspetti da tenere in considerazione. Quello che faremo dunque è cercare di analizzare tutti o almeno buona parte di questi aspetti in modo da avere poi, alla fine di questa lettura, maggiori informazioni per operare una scelta che sia valida per quello che stiamo cercando.

  • IL BUDGET

La prima cosa da prendere in considerazione è anche la più discriminante: il budget a vostra disposizione. Parlando di questo aspetto bisogna subito comprendere che l’analisi di un budget per un drone FPV da corsa o freestyle è molto differente da quella che si usa fare per un drone “classico”.
Immaginate un drone della serie “Mavic” di DJI per fare un esempio pratico. Se decidete di acquistarlo sapete già che all’interno della confezione troverete tutto il necessario per un suo primo utilizzo: eliche, batteria, caricabatteria, telecomando e quant’altro e con quest’unica spesa saprete di avere tutto l’occorrente per volare.
Questo non è il caso del drone FPV: assieme al corpo del drone stesso, che potrete scegliere facilmente in breve tempo vista la grande offerta presente sul mercato, avrete bisogno per cominciare di tante, sottolineo tante, eliche di scorta. Per un semplice motivo: almeno inizialmente il vostro drone cadrà spesso e piuttosto pesantemente a terra, fatevene una ragione, non c’è altro modo di imparare e le eliche saranno sempre la prima cosa (l’unica, se sarete fortunati) ad andare in pezzi e a dover essere sostituita.
Avrete poi bisogno di un controller, di un visore FPV, di batterie aggiuntive, del caricatore, di attrezzi per le riparazioni e le modifiche e magari se siete attratti dal freestyle di una camera con una buona qualità da affiancare a quella FPV per poter girare del buon materiale video (GoPro, 361R, OsmoAction). Tutti questi accessori faranno salire il prezzo in maniera vertiginosa e non sarà difficile, senza nemmeno esagerare, superare velocemente i 1500 Euro di spesa.

  • ANALOGICO O DIGITALE?

La seconda cosa da tenere in considerazione, anche se da poco tempo a questa parte, è la differenza di trasmissione dell’immagine tra un sistema analogico e uno digitale.
L’analogico è il sistema che si utilizza da sempre, ed è quello che potremmo considerare l’establishment per quanto riguarda il drone FPV. Viene proposto da decine di produttori diversi, a diversi livelli di qualità costruttiva e di fascia di prezzo. Il digitale, per contro, è stato recentemente introdotto da DJI, che è al momento l’unico produttore di questo tipo di sistema. Questo si traduce in nessuna possibilità di scelta e costi sensibilmente più alti. Per fare un esempio più chiaro provate a pensare di paragonare l’analogico al sistema Android dei cellulari (tanti produttori, tanta scelta, componenti sostituibili tra loro, software open-source) ed il digitale a Apple IOS (sistema chiuso ma di indiscussa affidabilità, prezzi più esosi, nessuna compatibilità).
-foto sistema DJI-
In ritorno, a dispetto del monopolio DJI e del prezzo più alto, il sistema digitale produce un flusso video con una qualità visiva di gran lunga superiore a quello analogico. Unico neo, utilizzando questa nuova tecnologia si sperimenta una leggera latenza nel segnale, cioè l’immagine arriva ai vostri occhi con un leggero ritardo rispetto alla realtà. Ora: si parla (dati tecnici di DJI) di un ritardo stimato in 28 millisecondi quindi, se avete intenzione di fare del freestyle, di filmare o fotografare, questo ritardo è assolutamente non considerabile, mentre se avete intenzione di gareggiare potrebbe in qualche modo influire sulle vostre prestazioni.

  • PER COSA VOGLIO UTILIZZARE IL MIO DRONE FPV?

Questa è forse in assoluto la domanda più importante da porsi. Ci sono build differenti a seconda delle esigenze, configurazioni di ogni tipo, alcune adatte a lavorare meglio in una determinata area piuttosto che in un’altra. Molte persone si avvicinano al drone FPV dopo avere visto su Instagram i filmati di content creator come Danny Mcgee o johnny_fpv o altri piloti che pubblicano video di voli al limite dell’incredibile, per cui cercano un’esperienza di volo simile ed un mezzo adatto a riprodurla. Quindi la scelta cadrà su un drone che possa comodamente montare un’ottima camera su di una configurazione di tipo freestyle che sarà diverso da un drone da corsa, molto leggero e adatto a muoversi con estrema agilità e velocità attraverso gli ostacoli in una gara a tempo o con altri piloti. O magari cercate un drone del tipo Whoop, ossia un drone di dimensioni molto piccole che permette di volare in spazi molto ristretti per creare video di grande effetto o ancora, un drone a lungo raggio con una buona camera che possa volare molto lontano dalla vostra posizione per filmare in luoghi altrimenti inaccessibili come può essere l’alta montagna.

Queste sono solo alcune delle combinazioni possibili, per rendere l’idea di quanto sia importante fare questo ragionamento alla base di quello che sarà il vostro acquisto.

  • DEVO COSTRUIRE DA SOLO IL MIO DRONE FPV?

No, non necessariamente, ma è inevitabile che prima o poi finirete per farlo, per cui non è da escludere iniziare fin da subito. Non è un’impresa impossibile, chiunque con una buona manualità, tanta costanza e un po’ di tempo da investire può farcela. Su YouTube trovate centinaia di tutorial che possono venire in vostro aiuto in ogni fase: dalla scelta dei componenti, all’assemblaggio fino ai test preliminari di volo. Nel capitolo successivo potete trovare una breve descrizione di ogni componente necessario ad assemblare un buon drone FPV.
Detto questo il consiglio migliore è forse quello, se vi state avvicinando a questo mondo per la prima volta o se arrivate dai droni “classici”, di acquistare uno dei tanti droni Ready to Fly in commercio, dopo aver attentamente considerato le variabili discusse fino ad ora.

  • TROVARE UNA COMMUNITY

Iscriversi ad una community è probabilmente il passo più importante da fare dopo l’acquisto del materiale ma il consiglio è di farlo anche durante la scelta, se non addirittura prima. Nulla vi può aiutare più di una comunità di appassionati che sono già passati dall’avere i vostri stessi dubbi, le vostre stesse domande, i vostri stessi problemi. Se sarete fortunati potrete trovarne una nelle vicinanze di casa vostra con la quale incontrarvi dal vivo per volare ma, se non è questo il vostro caso, anche una community on-line è perfetta per trovare l’aiuto del quale, almeno inizialmente, avrete bisogno con una certa continuità.

Le componenti di un drone FPV

schema dei componenti singoli dei droni FPV

1. Telaio (Frame)

Il telaio rappresenta lo scheletro del vostro drone FPV su cui tutti gli altri componenti saranno assemblati nonché quello che, a conti fatti, la farà da padrone nel dettare l’aspetto finale del vostro drone. Se ne possono trovare a centinaia in commercio anche se molti piloti creano personalmente i propri telai per adattarli al loro stile di volo.
Vengono misurati in millimetri, non dal fronte al retro ma in diagonale, partendo dal foro di un supporto motore sino al foro del supporto motore del braccio direttamente opposto. In questo modo avrete un’idea precisa di quanto sarà grande il vostro mezzo una volta assemblato, oltre che a darvi un’indicazione sulla dimensione delle eliche che dovrete andare ad utilizzare (la maggior parte dei telai lo indica con precisione).
Sono normalmente progettati per un particolare scopo: freestyle o corsa ed è dunque una scelta cruciale fin da subito. Attenzione: nessuno vi vieta di fare entrambe le cose con un unico telaio ma sappiate che è una discriminante che andrà ad influenzare le prestazioni in un senso o nell’altro.

2. Controllo di volo (Flight Controller)

Il Flight Controller è il cervello pensante del vostro drone FPV oltre che ad essere innegabilmente la componente più complessa di tutto il sistema di volo. Al suo interno sono integrati i sensori che indicano al firmware di bordo l’orientamento del drone ed il sistema di riconoscimento degli input che arrivano dal radiocomando e che vengono inviati ai motori per l’esecuzione dei movimenti.
È il componente sul quale è possibile fare del tuning, proprio come lo si farebbe su di un’auto da corsa: potete decidere se e quanta parte del controllo del drone cedere, permettendogli, ad esempio, di livellare il volo automaticamente quando non riceve nessun input. Una curiosità: la maggior parte dei piloti vola in modalità “Acro” che non permette al Flight Controller di intervenire modificando gli input ricevuti direttamente dal radiocomando, pertanto un consiglio che ci sentiamo di darvi è quello di iniziare a volare sin da subito in questa modalità.
I Flight Controller si differenziano tra loro per la velocità nell’elaborazione dei dati in modo da permettere al drone di essere il più reattivo possibile ai comandi che gli vengono impartiti, per avere una migliore frenata o per meglio gestire le curve a velocità elevata. Inoltre spesso sono dotati di una o più porte per il collegamento di periferiche esterne come, ad esempio, le strisce LED.

3. Controllo elettronico della velocità (Electronic Speed Controller)

L’Electronic Speed Controller è un altro componente piuttosto importante. Esso infatti traduce i comandi in uscita dal Flight Controller trasformandoli in input per i motori che indicano loro quanto velocemente girare, in che direzione farlo e quando fermarsi. Gli Electronic Speed Controller devono essere necessariamente 4, uno per ogni motore, e possono essere comprati singolarmente oppure essere inseriti in un’unica piastra (la trovate con la dicitura 4 in 1) più facile da assemblare e dal peso minore.
Senza entrare ora in un discorso eccessivamente tecnico sappiate che è importante scegliere la giusta capacità nominale e quella di picco in base ai motori del vostro drone ed alla capacità della batteria che montate. Non esitate a farvi consigliare dalla vostra community su questo aspetto.

4. Motori (Motors)

I motori forniscono la potenza che serve a mantenere in aria il vostro drone FPV. Nella maggior parte dei casi montano un motore “brushless” e pur essendo relativamente piccoli e leggeri sono piuttosto potenti. Sono classificati da due numeri che ne forniscono dimensioni e potenza. Ad esempio un motore 2206 – 2450Kv (piuttosto comune nei droni FPV) va letto in questo modo: 22 indica la dimensione del motore, nello specifico il diametro, in millimetri, della scocca esterna visibile, 06 ne indica l’altezza sempre in millimetri mentre 2450Kv indica il numero di giri motore per volt erogato dalla batteria in assenza di carico (ossia senza le eliche attaccate).

5. Eliche (Propellers)

Le eliche, o props, forniscono la spinta al drone FPV. Sono fissate direttamente ai motori che di conseguenza ne regolano la velocità. Esistono tantissime tipologie di eliche, diverse nelle dimensioni, nei materiali, nella forma e anche nel numero delle pale. Sono classificate con una serie di numeri che ne indicano nell’ordine: dimensioni, passo delle pale (la distanza che l’elica percorre facendo un giro completo) e numero di pale. Ad esempio: un’elica 5 x 4.5 x 3 indica un’elica da 5” (pollici) con un passo di 4.5” ed un totale di 3 pale.
Il materiale di cui è composta un’elica è altrettanto importante: influisce infatti sia sulla sua durabilità (ricordate che vi schianterete spesso vero?) che sul peso. Anche questa quindi è una scelta importante per bilanciare a dovere il vostro drone benché, a differenza dei motori, rientra più nella sfera dei gusti e delle opinioni personali.

6. Ricevitore radio e radiocomando (Radio Receiver e Controller)

Il ricevitore radio (Rx) è quel componente che riceve gli input impartiti dal radiocomando nelle mani del pilota e li trasmette al Flight Controller. Fondamentale quindi è la compatibilità totale con il vostro radiocomando personale, cosa che spesso dipende molto semplicemente dalla marca e dal modello. La discriminante per valutarne la qualità è la latenza espressa in millisecondi, vale a dire il tempo trascorso dal momento in cui impartite il comando al momento in cui viene ricevuto, elaborato e trasferito al drone. La logica è dunque semplice: minore la latenza, migliore l’accoppiata ricevitore-controller
Per il radiocomando è bene fare un inciso a parte: è il componente che con tutta probabilità vi seguirà, insieme ai googles, per parecchio tempo, per questo motivo acquistarne uno di buona qualità risulta essere, sin da subito, un investimento intelligente. Potrete infatti usarlo per i modelli di drone che andrete ad acquistare o assemblare in futuro, oppure per allenarvi con l’aiuto di un simulatore.

7. Telecamera di volo (Flight Camera)

La telecamera di volo è la vostra finestra sul mondo, quella che vi porta a tutti gli effetti a bordo del vostro drone FPV. Anche qui la scelta è ampia, ve ne sono di molti tipi e prezzi differenti. Potete trovare camere standard a 600 TVL (TVLine è il numero di linee che compongono l’immagine), camere specializzate per le situazioni di scarsa illuminazione fino a camere Full HD e oltre.
È bene tenere a mente che maggiori sono le informazioni che la telecamera deve inviare corrispondono ad un aumento della latenza che viene introdotta nel sistema, per cui la scelta va valutata accuratamente a seconda del tipo di drone FPV che state costruendo o acquistando. Per un drone da corsa sarete alla ricerca della minor latenza possibile mentre per un drone freestyle vorrete probabilmente avere una vista più nitida di quello che state filmando. Ricordate che sui droni freestyle viene generalmente montata una seconda camera (una GoPro o similare) per avere una qualità del girato il più alta possibile mentre la telecamera di volo resta dedicata alla sola visuale di guida.

8. Trasmettitore video (Video Trasmitter)

Il trasmettitore video o VTX fa esattamente quello che dice il suo nome: trasmette il video dalla telecamera di volo ai vostri googles. Viene progettato per poter utilizzare molte frequenze differenti permettendo quindi a molti piloti di volare in contemporanea. Vengono valutati in milliwatt (mW) da 25 a 800 ma spesso nelle competizioni viene richiesto di non superare i 200 mW. Sappiate che la corretta gestione dei VTX quando si vola con ad altre persone è un po’ la cartina tornasole delle buone maniere nel campo dei droni FPV, infatti una cattiva comunicazione così come un cattivo settaggio possono causa incidenti tra i mezzi e forse, quel che è peggio, creare qualche attrito tra compagni di volo. Siate attenti.

9. Occhiali (Googles)

Gli occhiali sono il vostro collegamento diretto al drone FPV. Ne potete trovare molte versioni, addirittura alcuni modelli nascono come KIT di montaggio che potete assemblare in autonomia ed anche le opzioni che offrono sono molte. Per gli occhiali vale lo stesso discorso fatto sui telecomandi: vi accompagneranno per molto tempo, inoltre sono quelli che fanno del volo in First Person View quello che è, se vi siete avvicinati a questo stile è perché siete alla ricerca di un’esperienza che faccia dell’immersività il suo punto cardine e sono proprio i googles l’unico ed il solo componente tra tutti quelli visti fino ad ora a fare la differenza sotto questo aspetto. Sono senza ombra di dubbio il più importante tra tutti gli acquisti che state effettuando.

10. Scheda di distribuzione dell’alimentazione (Power Distribution Board)

Le schede di distribuzione dell’alimentazione hanno contribuito enormemente negli ultimi anni a semplificare i cablaggi di un drone FPV, fino a poco tempo fa infatti non era raro doversi districare in complessi sistemi di collegamento dalla gestione piuttosto scomoda e macchinosa. Le schede di distribuzione dell’alimentazione hanno messo ordine in tutto questo permettendo una progettazione ed un assemblaggio di gran lunga più puliti e semplificati.
La scheda non fa altro che distribuire alimentazione a tutti i componenti che la richiedono e dissipare il calore generato. Alcuni modelli più avanzati montano piccoli display o led luminosi che forniscono diverse indicazioni utili e altri filtrano l’alimentazione in entrata e uscita per ridurne il “rumore” in modo da renderla più pulita ed affidabile. Altri ancora permettono di fornire tensioni diverse a componenti diversi consentendogli di lavorare in maniera ottimale.

11. Batterie (Batteries)

Le batterie sono la fonte di alimentazione del vostro drone FPV ed hanno un impatto enorme non solo sulla durata del volo ma anche sulla potenza totale del mezzo. I droni sono generalmente alimentati da batterie chiamate a polimeri di litio (LiPo) costituite da singole celle. Ogni cella ha una tensione nominale di 3.7 volt, aggiungendo celle si va ad aumentare la tensione della batteria. Se ricordate quello che abbiamo detto sui motori la loro velocità di rotazione dipende da quanta tensione gli viene fornita: maggiore è la tensione maggiore sarà la velocità di rotazione.
Tuttavia non è così semplice come sembra, la scelta della giusta batteria per il vostro drone è una fine azione di bilanciamento tra il suo peso e la potenza che è in grado di erogare. Più peso si aggiunge al drone (più celle significa più potenza) minore sarà la durata del volo perché maggiore sarà il peso che i motori devono spingere in volo. Di tutti i componenti che abbiamo visto finora la batteria è infatti senza dubbio il più pesante.
Le batterie più diffuse per quanto riguarda il drone FPV sono a 4 celle per un totale di 16.8 volt. La loro capacità è espressa in milliampere (mAh) ed anche questa va ad influire sul peso totale della batteria. Quelle comunemente più usate hanno una capacità tra i 1300mAh ed i 1500mAh che tende ad essere considerato il range più adatto come miglior compromesso tra peso e tempo di volo.
Senza entrare troppo nei tecnicismi: una batteria da 1300mAh potrebbe consentirvi di volare per circa 5 minuti ma se siete alle prime armi, allenandovi non arriverete a far durare la batteria così a lungo. Una batteria da 1600mAh potrebbe invece prolungare il tempo di volo fino a 7 minuti ma il drone sarà meno agile e più pesante con maggiori possibilità di danneggiarsi nel caso di cadute (che saranno molte, ricordate?). Per questi motivi la batteria risulta essere una scelta piuttosto complessa da valutare, almeno inizialmente, non esitate quindi a chiedere un aiuto diretto alla vostra community.

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